Regolamento


    Regolamento della Scuola di Specializzazione per le Professioni legali

    (decreto rettorale n. 01/451 del 9 aprile 2002)

    Disposizioni legislative e regolamentari sulla Scuola biennale di specializzazione per le professioni legali (*)

    Art.  1

    E’ istituita presso l’Università di Pisa una scuola di specializzazione che conferisce il diploma di specializzazione per le professioni legali.

     Art. 2

    L’Università garantisce il supporto gestionale e le risorse logistiche, finanziarie e di personale necessarie ai funzionamento della struttura didattica.

    Art. 3

    Sovrintende all’organizzazione, alla programmazione, al coordinamento dell’attività didattica ed al funzionamento in generale della Scuola un Consiglio direttivo, di dodici membri dei quali sei professori universitari, due magistrati, due notai e due avvocati, presieduto da un Direttore eletto dal Consiglio al proprio interno.

    Art. 4

    II Consiglio, nell’organizzazione dell’attività didattica, può avvalersi di un Comitato nominato dal Collegio dei docenti, costituito quest’ultimo da tutti gli insegnanti e dai tutors della Scuola.

    II Direttore può disporre periodicamente riunioni congiunte del Consiglio direttivo con i docenti della Scuola

    Fanno parte del Consiglio anche tre rappresentanti eletti dagli allievi della Scuola

    I componenti il Consiglio ed il direttore restano in carica per quattro anni e possono essere riconfermati per una volta.

    Art. 5

    La Direzione della Scuola ha sede presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa.

    Art. 6

    Le tasse e i contributi universitari per l’iscrizione alla scuola sono determinati dal consiglio di amministrazione dell’Ateneo pisano.

    Art. 7

    Possono concorrere all’iscrizione alla Scuola i laureati in qualsiasi facoltà giuridica italiana.

    E’ ammessa la domanda di partecipazione al concorso con riserva ove il candidato non sia in possesso del titolo accademico prescritto nel termine annualmente previsto nel bando e lo consegua in data anteriore alla prove di esame.

    Per l’ammissione al concorso dei candidati di cittadinanza straniera si applicano le norme vigenti in materia di iscrizione alle scuole di specializzazione non mediche.

    Art. 8

    La Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali si propone di promuovere e sviluppare negli iscritti l’insieme delle attitudini e competenze costitutive della professionalità dei magistrati ordinari, degli avvocati e dei notai.

    A tal fine la Scuola svolge attività didattica con moduli finalizzata agli approfondimenti teorici e giurisprudenziali nelle materie di insegnamento indicate al successivo art. 18 e cura lo svolgimento di attività pratiche, quali esercitazioni, discussione e simulazioni di casi, stages e tirocini, discussione pubblica di temi, atti giudiziari, atti notarili, sentenze e pareri redatti dagli allievi.

    La Scuola persegue il suo scopo con appropriata metodologia idonea a sviluppare negli studenti la concreta capacità di risolvere specifici problemi giuridici, anche organizzando l’attività didattica presso studi professionali, scuole di notariato riconosciute dal Consiglio Nazionale del notariato e sedi giudiziarie, secondo le convenzioni tra l’Università di Pisa (sede amministrativa della Scuola), gli ordini professionali, le scuole del notariato, gli uffici competenti dell’amministrazione giudiziaria

    Il Consiglio può altresì promuovere l’organizzazione di convegni di studio, seminari, conferenze e stipulare convenzioni con scuole, centri, istituti, dipartimenti, enti pubblici e privati, anche stranieri .

    La programmazione didattica, mediante accordi con i Consigli dell’ordine, le sedi giudiziarie e le scuole riconosciute, sarà organizzata tenendo conto delle disponibilità degli enti medesimi, del numero adeguato alla tipologia didattica, della rotazione degli allievi ed in via subordinata delle preferenze manifestate dei medesimi alla Direzione della Scuola.

    Art. 9

    La durata del corso di specializzazione si articola in un anno comune alle tre professioni interessate ed in un secondo anno destinato a coloro che frequenteranno l’indirizzo giudiziario-forense ovvero quello notarile che sarà scelto dall’allievo entro il 31 marzo del primo anno di corso.

    Art. 1

    Gli anni di corso non sono suscettibili di abbreviazione.

    Art. 11

    Il numero massimo dei laureati da ammettere alla scuola è determinato annualmente con decreto del Ministro dell’Università della Ricerca scientifica e tecnologica, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia, in misura non inferiore al dieci per cento dei numero complessivo di tutti i laureati in giurisprudenza nel corso dell’anno accademico precedente, tendo conto altresì del numero dei magistrati cessati dal servizio nell’anno precedente aumentato del 20 per cento, del numero di posti resisi vacanti nell’organico dei notai nel medesimo periodo, del numero degli abilitati alla professione forense nel corso del medesimo periodo e degli altri sbocchi professionali e delle condizioni di ricettività delle scuole.

    Art. 12

    L’accesso alla scuola avviene mediante concorso per titoli ed esame.

    Art. 13

    La prova di esame ha contenuto identico sul territorio nazionale e consiste nella soluzione di cinquanta quesiti a risposta multipla su argomenti di diritto civile, diritto penale, diritto amministrativo, diritto processuale civile e procedura penale.

    E’ vietata l’introduzione nell’aula di esame di telefoni portatili e di altri strumenti di riproduzione e comunicazione di testi sotto qualsiasi forma.

    Il tempo massimo a disposizione dei candidati per l’espletamento della prova è di novanta minuti. Durante la prova non è ammessa la consultazione di testi e di codici commentati o annotati con la giurisprudenza, la violazione della norma importa l’esclusione dalla prova.

    Un apposito comitato di vigilanza curerà che le disposizioni di cui sopra siano osservate .

    La violazione delle norme di comportamento suindicate comporta l’esclusione dalla prova.

    Art. 14 

    La votazione finale è espressa in sessantesimi. Ai fini della formazione della graduatoria, in relazione ai posti disponibili, la Commissione giudicatrice del concorso ha a disposizione per ciascun candidato sessanta punti dei quali cinquanta per la valutazione della prova di esame, cinque per la valutazione del curriculum degli studi universitari e cinque per il voto di laurea.

    Art. 15

    Sono ammessi alla scuola di specializzazione coloro che in relazione ai posti disponibili siano collocati in posizione utile in graduatoria.

    A parità di punteggio è ammesso il candidato più giovane di età. In caso di rinuncia sono ammessi coloro che seguono nella stessa graduatoria.